Secondo il Consiglio di Stato, il criterio dell’equivalenza delle tutele non può essere inteso nel senso della perfetta identità dei vari CCNL messi a confronto, diversamente venendo meno la stessa utilità dell’opzione di scelta dell’uno o dell’altro CCNL (sez. V, 19 giugno 2026, n. 4935).
Il che varrebbe per aprire nuove prospettive sulla c.d. dichiarazione di equivalenza delle tutele nonché sull’impegno dell’offerente a colmare il divario sussistente tra il contratto collettivo applicato dal concorrente rispetto a quello indicato dalla stazione appaltante.
Gli esperti di Appalti Plus sono a disposizione per ogni chiarimento.
